Prendere forma nello sguardo delle altre
Immagine di copertina: elaborazione grafica di Celeste Aresu
La narrazione, si sa, è un’arte delicata, essa “rivela il significato senza commettere l’errore di definirlo”. Contrariamente alla filosofia, che da millenni si ostina a catturare l’universo nella trappola della definizione, la narrazione rivela il finito nella sua fragile unicità e ne canta la gloria.
Adriana Cavarero, Tu che mi guardi, tu che mi racconti: filosofia della narrazione
Adriana Cavarero, in uno dei suoi libri più conosciuti, lavora sul paradosso dell’essere “narrate”: cosa accade quando due donne si “raccontano” vicendevolmente? Di chi è la vita “narrata”? E in essa ci può essere verità? La risposta della filosofa è sorprendente e ci porta dentro la corporeità delle vite vissute, delle vite raccontate e di quelle, soprattutto, che si sono saldate assieme nel nome del medesimo desiderio politico. La sisterhood, la sorellanza femminista, nasce attraversando lo sguardo delle altre e facendosene attraversare, con la consapevolezza che potranno nascerne conflitti. Ma con la speranza, anche, che così s’intessano nuove epistemologie.
L’incontro è il terzo del ciclo di seminari 2023-2024 dal titolo Parlarne tra amiche. Raccontarsi e ri-conoscersi nella relazione con le altre.
19 gennaio, ore 16 – aula seminario (IV piano)
Modera: Maria Serena Sapegno
Materiali: Adriana Cavarero, Tu che mi guardi, tu che mi racconti: filosofia della narrazione(selezione), Feltrinelli 2009; Elena Vacchelli, L’idea di “sorellanza” nelle epistemologie femministe: l’eredità dell’autocoscienza in Sorelle e sorellanza nella letteratura e nelle arti, a cura di Claudia Cao e Marina Guglielmi, Franco Cesati Editore 2017
Intervengono: Maria Bianco, Gabriella De Angelis, Maria Giulia Mancuso Prizzitano
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